SOPHIA LOREN - La diva, l'unica
- Se avessi io la fortuna che hai te…
- Che fortuna ho io?
- La fortuna di essere donna. Li incastrerei uno dopo l’altro.
(M. Mastroianni e S. Loren,
La fortuna di essere donna) Cos’è che ha permesso a Sophia di tocca-re presto la cima e rimanerci su saldamente per un tempo così lungo? Una carriera transgenerazionale come la sua l’ha avuta soltanto Katharine Hepburn...
Perché è questo, una diva: un archetipo, un ideale che si sa irraggiungibile ma che la magia dello schermo ingrandisce fino a portarlo alla pol-troncina dello spettatore. La diva e il suo pubblico si incontrano nel buio della sala e delle frustrazioni del quotidiano, in qualche luogo della mente, dal-le parti dei sogni e dei desideri, che si nutre delle cronache di amori tempestosi, passioni travolgenti e lussi sfrenati: una diva non può permettersi di portare a spasso i figli, non può rischiare di farsi fotografare in coda alla cassa di un supermercato.
Chi ha dovuto affrontare due guerre mondiali e due faticosissime ricostruzioni la vuole alla punta estrema della traiettoria dell’esistenza, ben visibile ma inarrivabile. Come una stella.
... è evidente: ha scelto d’essere diva a modo suo, Sophia. Mai uno scandalo, mai un pettegolezzo, mezzo secolo accanto allo stesso uomo e starebbero insieme ancora adesso se la morte di lui non li avesse separati. Un vero disastro, per i rotocalchi rosa...
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