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MARCELLO MASTROIANNI
"... nel 1959 iniziano le riprese de La dolce vita. Fin da subito l’intesa fra Marcello e Fellini è perfetta.
L’attore non haalcun problema a seguire il metodo del regista, che dà le battute agli attori all’ultimo momento, improvvisa situazioni e dialoghi in corso
d’opera, predilige una costruzione narrativa apparentemente frammentaria
e spezzettata ma che in realtà assume poi un senso emozionale
unico nell’unione dei quadri, ricostruisce ambienti reali in studio per dare un senso straniante e onirico all’atmosfera del film, un po’ come Visconti in Le Notti bianche, anche se all’epoca i critici contrapponevano faziosamente lo stile dei due registi.
Marcello e
Federico sono accomunati da un atteggiamento scanzonato e giocoso nei confronti della vita, dalla passione per i viaggi in macchina,
dall’ammirazione per le donne, che seducono e da cui sono sedotti ma in maniera sempre innocente e divertita e su cui inventano simpatiche fantasie e giochi di parole. Mastroianni nel tratteggiare il cinico e simpatico giornalista Marcello Rubini diventa a poco a poco un vero e proprio alter ego del regista, che mette nel personaggio alcune sue caratteristiche e debolezze che allo stesso tempo sono anche caratteristiche e debolezze dello stesso attore protagonista.
Il film già durante le riprese si preannuncia come un grande evento, si narra di scene scandalose, si sparge la voce di scene di orgie e spogliarelli, tutta Roma accorre per sette notti a vedere il regista che gira la scena che poi diverrà epocale del protagonista che fa il bagno nella Fontana di Trevi con la diva di Hollywood interpretata dalla stupenda e giunonica Anita Ekberg.
Il personaggio di Marcello attraversa gli ambienti delle tre ore di film inserendosi in tutte le situazioni in maniera superficiale senza mai esserne coinvolto a fondo.
È ossessionato da una fidanzata gelosa e paranoica, vive una serie di avventure senza passione e senza gioia, passa una serata col padre di passaggio in città ma non riesce a recuperare il rapporto con lui, rimane sconvolto nel vedere che l’amico intellettuale che più ammirava si sia suicidato dopo aver ucciso i propri figli, ma nonostante tutto non riesce a maturare e rimane chiuso in questo gorgo decadente, senza avere la forza di vedere la possibilità di tornare innocente che
una giovane ragazza sembra indicargli simbolicamente. Il personaggio è ovviamente il più importante e complesso finora interpretato dall’attore, e rimarrà probabilmente il ruolo della sua vita ... "
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